• 18 Kasım 2018, 04:21:04

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SI POSSONO VEDERE LE PROVE DELL'ESISTENZA DI DIO GRAZIE ALLA COSCIENZA MORALE


Qualsiasi persona coscienziosa si interroga su ciò che lo circonda. Un uomo sensato facilmente noterà che ruota nel creato in maniera impeccabile, in un universo perfetto.

Riflettiamo un solo istante sull'ambiente e sulle condizioni nelle quali ci troviamo: viviamo in un mondo concepito sottilmente e pensato nei minimi dettagli. Il corpo umano è sconvolgente per quanto è perfetto. Durante la lettura di questo libro, il vostro cuore batte in maniera indefettibile, la vostra cute si rinnova, i vostri polmoni puliscono l'aria che respirate, il vostro fegato assorbe il sangue e milioni di proteine vengono sintetizzate ogni secondo nelle vostre cellule al fine di garantire la vita. Pertanto, l'uomo vive incoscientemente migliaia di altre attività del proprio corpo, senza rendersi conto dei processi che vi si realizzano.

Ma questo non è tutto: parliamo del Sole, distante milioni di chilometri dal nostro pianeta, che fornisce la luce, il calore e l'energia delle quali abbiamo bisogno. La sua distanza dalla Terra è talmente perfetta che non possiamo credere né che questa sorgente d'energia ci bruci, né che in mancanza causi il gelo della Terra.

Guardiamo il cielo, al di là del suo aspetto e del suo estetismo, per capire come la massa d'aria che circonda la Terra protegge nello stesso tempo l'uomo e tutti gli esseri viventi da qualsiasi eventuale aggressione esterna. Senza l'atmosfera, nessun essere vivente sopravvive.

Riflettendo su questo ci si domanderà come si è stati creati, come è stato creato l'universo nel quale si vive e come si è mantenuto. Viene offerta, in questo caso, un'alternativa: sia l'intero universo, sia i pianeti, sia le stelle, che tutti gli esseri viventi sono esistiti all'esito di una serie di coincidenze. In questa prospettiva, gli atomi, le più piccole unità della materia che vagano liberamente, si uniscono accidentalmente per formare le cellule, gli animali, le piante, gli uomini, le stelle, ogni struttura ed ogni sistema impeccabile ed estremamente complesso che ci circonda. Tutto ciò che noi vediamo è stato creato da un Creatore che ha la saggezza ed il potere al di sopra di tutte le cose. Niente è formato accidentalmente e tutti i sistemi attorno a noi sono concepiti da un creatore. Questo Creatore è Dio.

Dobbiamo far riferimento alla nostra propria coscienza morale al fine di scegliere l'una o l'altra di queste ipotesi. E' possibile che dei sistemi minuziosi e senza incrinature siano apparsi accidentalmente e funzionino ancora in perfetta armonia? Ricorrere alla propria coscienza morale permette di cogliere che tutto ciò che si trova in questo universo ha un Creatore che è glorificato nella saggezza e che ha il potere al di sopra di tutto. Tutto ciò che ci circonda porta i segni evidenti della Sua esistenza. Il perfetto equilibrio e la perfetta armonia dell'universo e delle creature viventi sono le manifestazioni più eclatanti di una suprema intelligenza. La prova è evidente, semplice ed indiscutibile. La nostra coscienza morale non ha altra scelta che ammettere che tutto è opera di Dio, il solo ed unico Creatore.

Tuttavia, chi non ricorre alla propria coscienza morale non può, per definizione, giungere a questa conclusione, perché difetta di saggezza, che è una qualità spirituale legata alla coscienza morale. Tuttavia, bisogna far attenzione a ciò che intendiamo per saggezza. Contrariamente all'accezione comune, la saggezza è qui un concetto differente dall'intelligenza. Un uomo, intelligente e ben informato, è imprudente se non fa riferimento alla propria coscienza morale ed è incapace di vedere o di comprendere ciò che vive. Facciamo un esempio che permette di operare una differenza fra intelligenza e lsaggezza, frutto della coscienza morale. Un ricercatore può condurre delle ricerche molto specifiche sulla cellula, durante un lungo periodo. Può essere anche il migliore nel suo campo. Tuttavia, se questi è privo di saggezza e coscienza morale, non conoscerà che la cellula, senza però essere capace di giungere a corrette conclusioni. Al contrario, un uomo saggio e coscienzioso coglierà nel dettaglio gli aspetti miracolosi e perfetti di una cellula e ne riconoscerà la mano di un creatore, di un ideatore della saggezza superiore. Se usa la propria coscienza morale, giungerà alla seguente conclusione: il potere di chi crea una cellula con una tale perfezione, dev'essere anche il Creatore di tutti gli esseri viventi e di ogni cosa.

Nel Corano, abbiamo l'esempio del Profeta Abramo (psdl), che ha trovato Dio ascoltando la voce della sua coscienza morale.

Quando arrivò la notte, egli osservò una stella e disse: "Ecco il mio Signore" Dopo che la stella sparì, egli disse: "Non amo le cose che spariscono". Quindi osservò la luna che si levava, e disse: "Ecco il mio Signore". Quando sparì anche la luna, disse: "Se il mio Signore non mi guida, certamente sarò fra la gente idolatra". Quando osservò il sole levarsi, egli disse: "Ecco il mio Signore! Egli è il più grande". Quando anche il sole sparì, egli disse: "O ****lo mio, io disconosco tutto ciò che voi associate a Dio. Volgo il mio sguardo esclusivamente verso Colui che ha creato il cielo e la terra; non faccio parte di coloro i quali associano altri a Lui". (Sura VI Al-An'âm: 76-79 - Il Bestiame)

Il versetto qui sopra mostra, come fa il Profeta Abramo (psdl), che si può trovare Dio per mezzo della saggezza. Grazie alla sua coscienza morale, questi si è reso conto che tutte le cose che vedeva attorno a lui erano solamente degli esseri creati, molto inferiori al Creatore. Chiunque fa riferimento alla propria coscienza morale tenderà spontaneamente alla medesima conclusione. Qualsiasi persona che rifletta sinceramente, che faccia uso della sua coscienza morale e che rifugga dalle proprie passioni, può cogliere l'esistenza e la gloria di Dio. Se, al contrario, si rifiuta di vedere i fatti manifesti ed agisce come se non esistessero, allora si svilirà. Quest'ultima attitudine è causata da un conflitto di interessi: grazie alla coscienza morale, si riconosce ciò che è giusto e ciò che non lo è. Ma, finché gli interessi personali prendono il sopravvento, ci si rifiuta di vedere il bene. Accettare l'esistenza di Dio significa sottomettersi a Lui, del quale si ha infinitamente bisogno e dinanzi al quale si è responsabili.

Citiamo un esempio ben conosciuto nella storia scientifica per mostrare come una coscienza morale velata possa ingannare un uomo, malgrado la propria intelligenza e la propria conoscenza. Francesco Crick è uno dei due ricercatori che ha scoperto la struttura del DNA negli anni '50. Fece, senza dubbio, una delle più importanti scoperte della storia scientifica, dopo un assiduo lavoro ed una conside-revole dose di sapienza e di intelligenza. Per questo fu insignito del Premio Nobel.

Durante la sua ricerca, Francesco Crick si è talmente meravigliato della struttura della cellula e del suo misterioso concetto che, pur essendo un fervente evoluzionista, ha espresso nel suo libro i seguenti concetti:

    Un uomo onesto, dotato di tutta la conoscenza oggi disponibile, potrà solamente dichiarare che l'origine della vita sembra essere in questo momento, in un certo senso, quasi un miracolo, se numerose sono le condizioni che dovranno essere soddisfatte per mantenerle (Francesco Crick, Life Itself: Its Origin and Nature, New York : Simon et Schuster, 1981, p. 88)

Crick, che credeva nell'evoluzione e nell'idea che la vita è il risultato di coincidenze, ha studiato dettagliatamente le cellule. Egli riteneva che la cellula non può essersi formata per caso e pertanto non può essere che un miracolo. Gli evoluzionisti, tuttavia, non ritengono che esista alcun'altra spiegazione al di fuori del caso, perché il contrario presumerebbe accettare l'esistenza di Dio. Malgrado tutto, Crick rimase impressionato dalla perfezione della cellula, e dovette riconoscere la propria meraviglia. Tuttavia, Crick non poté seguire a lungo la sua coscienza mora-le: sostenne di non poter accettare l'esistenza di Dio e quindi questa creazione, che esige una saggezza superiore, non può essere in nessun caso spiegata con delle coincidenze, è stata realizzata da "extraterrestri". In altri termini, degli extraterrestri, e non Dio, avrebbero portato il primo campione di DNA sulla Terra, permettendo così l'inizio della vita!

Questo è un tipico esempio di dove può arrivare un uomo, qualunque sia la sua intelligenza od il suo sapere, che reprima la sua coscienza morale. Questo "ricercatore", Premio Nobel, ha offuscato il suo spirito a tal punto da non arrivare neanche a riflettere sulla questione di conoscere come abbia fatto un extraterrestre ad aver creato sé stesso.

Michele J. Behe, celebre professore americano di biochimica, spiega senza impiegare il termine coscienza morale, la situazione di questo genere di ricercatori:

Durante questi quattro ultimi decenni, la moderna biochimica ha scoperto i segreti della cellula. Gli sforzi sono stati duri. Alcune decine di migliaia di persone hanno consacrato la loro vita al noioso lavoro che è quello del laboratorio…..

Il risultato di questi sforzi accumulati intrapresi per studiare la cellula - al fine di studiare la vita a livello molecolare - è un appello forte, chiaro, e pungente, nel dire "Concepimento"! Il risultato è talmente evidente e talmente significativo che dev'essere classificato fra uno dei più grandi avvenimenti della storia della scienza….Questo trionfo della scienza dovrebbe far gridare a decine di migliaia di voci "Eureka"!

Ma nessuno ha festeggiato, nessuno ha applaudito. Al suo posto, un curioso ed imbarazzante silenzio circonda la rigida complessità della cellula. Quando il soggetto è affrontato in pubblico, le persone cominciano a scalpitare, ed il respiro diviene affannoso. Le persone sono un po' più distese in privato; molti ammettono esplicitamente l'evidenza, poi abbassano gli occhi, scuotono la testa, e continuano come prima.

    Perché la comunità scientifica non abbraccia avidamente la sua sbalorditiva scoperta? Perché il fatto di osservare il concepimento è manipolato da intellettuali? Il dilemma è che se le si assegna il titolo di "concepimento intelligente" da un lato imponente, dall'altro dovrà portare il titolo di Dio (Michel J. Behe, Darwin's Black Box, New York : Free Press 1996, pp. 232-233).

I segni dell'esistenza di Dio sono chiarissimi ed evidenti a tutti. E' chiaro che il Creatore dell'universo è Dio. Alcuni rifiutano l'esistenza di Dio non perché non credano veramente in Lui, ma perché non vogliono essere obbligati ad agire secondo la morale adottata dai credenti. Tutti intimamente riconoscono l'esistenza e la potenza eterna di Dio. Tuttavia, ammettere l'esistenza di Dio e rendersi conto del suo potere implica una responsabilità verso di Lui, quale l'obbedienza ai Suoi comandamenti ed una vita a Lui consacrata. Chi persiste nel rifiutare questa realtà, anche se cosciente, lo fa perché non si conforma né ai propri interessi e né al sen-timento che è in lui.

Nel Corano, queste persone vengono descritte anche nella Sura, An-Naml:

Essi li rinnegarono ingiustamente ed orgogliosamente, pur credendo dentro di loro con certezza. Guarda quindi ciò che è avvenuto ai corruttori. (Sura XXVII, 14 - An-Naml, Le Formiche)

Ciò che riferisce il Corano è quello che ha avuto luogo fra il Profeta Abramo (psdl) ed il suo ****lo, adoratore di idoli, e che ben illustra ciò che stiamo scrivendo. Occorre precisare come nel Corano il termine "idolo" è impiegato per designare tutto ciò che da parte dei credenti può sostituire Dio. L'idolatra non è soltanto chi adora delle statue. Nel caso degli evoluzionisti, gli atomi, il tempo ed il caso come cause di inizio della vita, vengono considerati come degli dei, mentre nessuno può creare la vita. Soltanto Dio possiede tale potere. Il Corano ci ricorda che il Profeta Abramo (psdl) ha distrutto gli idoli al fine di mostrare al suo ****lo che ciò che avevano adorato era soltanto un oggetto che non aveva alcun potere sugli uomini.

Egli disse: "Ma il vostro Signore è piuttosto il Signore dei cieli e della terra, è Colui il quale li ha creati. Ed io sono uno di quelli che lo testimoniano. Per Dio, io distruggerò i vostri idoli, per i quali siete tornati sui vostri passi!" Li distrusse, ad eccezione della statua più grande. Può essere che essi ritornino verso questa. Gl idolatri dissero: "Chi ha fatto questo alle nostre divinità? E' certamente fra gli ingiusti" Alcuni dissero: "Abbiamo sentito un giovane uomo sparlare di loro; questi si chiama Abramo" Dissero: "Portatele davanti alle persone affinché possano testimoniare" Quindi aggiunsero: "E' Abramo colui il quale ha fatto questo alle nostre divinità?" Abramo rispose: "E' la più grande di queste statue che ha fatto questo. Domandateglielo, ammesso che esse possano parlare". (Sura XXI Al-Anbiyâ, I Profeti: vv. 56-63)

Quindi, i miscredenti hanno visto che questi idoli non potevano rispondere alle loro domande: non erano che delle effigie impotenti, incapaci di proteggere, ed ancora meno di creare qualche cosa; quindi si rimisero alla loro coscienza morale:

Quindi si ricredettero, e dissero fra loro: "Siete voi i veri ingiusti". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 64)

Tuttavia, qualche tempo dopo, ritornarono alla loro antica credenza, negando in maniera altezzosa ed arrogante ciò che nondimeno la loro coscienza morale gli aveva suggerito (Sura XXI Al-Anbiyâ, I Profeti: vv. 65-67).

Sprofondarono quindi nell'angoscia e resistettero tenacemente anche a ciò che avevano accettato. Non vollero più riconoscere la verità e provarono intenso odio nei confronti di chi aveva lacerato il velo che copriva la loro coscienza morale. Addirittura tentarono di uccidere i loro messaggeri al fine di preservare le loro false credenze:

Essi dissero: "Bruciatele! Scuotete le vostre divinità se volete fare qualcosa per loro". (Sura XXI, Al-Anbiya, I Profeti: v. 68)

Si ritrova questo tipo di atteggiamento a tutti i livelli della società: fra l'eminente ricercatore, che ha effettuato molte scoperte per l'umanità, in un uomo d'affari coronato di successo, in un artista dotato o ancora in una persona ricca, colta ed intelligente. Il fatto di non ricorrere alla coscienza morale, e pertanto di non pensare a Dio, di non glorificare la Sua potenza e la Sua arte, di non ringraziarLo per i benefici accordati, conduce l'uomo all'orgoglio. Ma l'intelligenza, le scoperte oppure i beni non saranno di alcun aiuto dopo la morte. Si pensa poco a questo, mentre si sono già dimenticati i nomi di personaggi celebri alla loro epoca per riscoprirli, per la loro ricchezza o per il loro potere. A quelli che sono ricordati, certamente non gli reca sempre onore. Queste persone sono state sorde ai comandamenti di Dio, non gli hanno riconosciuto il potere né apprezzato i favori che gli sono stati accordati. Si sono smarriti perché i loro cuori sono stati sigillati e la loro coscienza morale velata. Nel Corano, Dio evoca quelli che trasgrediscono, sempre alla ricerca dei loro personali interessi e sottomessi alle loro passioni:

Vedi chi assume a propria divinità la sua passione? Dio l'allontana scientemente, suggella il suo udito ed il suo cuore e stende un velo sulla sua vista. Chi quindi può guidarlo dopo Dio? Non lo ricordate dunque? Ed essi dissero: "Non c'è per noi che la vita terrena: moriamo e viviamo e solo il tempo ci fa perire" Essi non hanno di quella alcuna conoscenza: non fanno altro che illazioni. (Sura XLV, Al-Jâhiyya, La Genuflessa: vv. 23-24)

Come è riferito nei versetti di cui sopra, quelli che preferiscono le passioni alla loro coscienza morale e danno prova di alterigia e di ribellione, come loro qualità specifiche, sono "sordi e ciechi". Non avendo la comprensione e la saggezza, non possono distinguere il bene dal male. Il loro comportamento si spiega soltanto con il fatto che non impiegano la loro coscienza morale.

Bana öyle bir resim çiz ki... Gözlerim açıkken değil, kapatınca göreyim!


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